Piange quell’albero,

lacrime come gemme,

per qualcosa che sente,

nel profondo gemere,

un dolore profondo,

che dalle viscere nasce,

grida la natura,

la sua disperazione,

perché sente la morte,

il tic tac del tempo,

che ci annuncia la fine,

del Terra che conosciamo,

perché nascerà qualcosa,

che tutti noi attendiamo,

e nel cuore sentiamo.

Verrà un mondo diverso,

fatto di ovatta, dove,

affonderanno, i dolori

del mondo, fatto di colori,

che addobberanno i dispiaceri,

e di fuochi d’artificio, per

nascondere le guerre,

e fiumi d’amore per

coprire gli odi, l’astio e

i rancori.

Brinderemo allora,

alla vittoria, con

calici di passione e ardore,

ed entusiasmo e amore,

per la vita della gente,

che attende, nella miserie

della sua esistenze.

 

 

 

 

 

 

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