(a causa del mio pazzo pc non ho potuto postarlo la scorsa settimana per questo motivo lo pubblico ora sul blog)

 

Un bel giorno tutto avrà un senso quindi per il momento non farti deprimere dalla confusione, sorridi attraverso le lacrime e cerca di comprendere che tutto ciò che succede ha una ragione.

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-Viola non mi abbandonare- sembrava chiederle con i suoi grandi occhioni il bastardino della nonna, ma Viola aveva il cuore stretto in una morsa di dolore, la sua mancanza era straziante e quel povero cagnolino proprio non poteva tenerlo, in quella scatola di alloggio dove abitava nei suoi 15 metri quadrati, (così era diviso, 15 metri quadrati a testa, in due), bagno in condivisione, l’angolo cottura per fortuna no.

Anche se era combattuta dal desiderio di tenerlo alla fine le difficoltà l’avevano sconfitta, era stata costretta a lasciarlo al negozio degli animali nella speranza di trovare una persona di buon cuore che lo prendesse con se. Aveva conosciuto il ragazzo che lavorava li e a volte s’era fermata perfino per aiutarlo. Passarono settimane, catastrofiche per Viola, il capo dopo l’ennesima litigata, l’aveva licenziata, e lei s’era concessa solo poche ore di autocommiserazione, poi era partita alla ricerca d’un nuovo lavoro, con la determinazione di sconfiggere questo destino così crudele con lei, che ora era orfana, sola contro tutti.

Ma dopo due settimane di ricerche, niente, e ciò che temeva di più erano le scadenze che doveva pagare volente o nolente, un debito lasciatole suo malgrado dalla nonna, che negli ultimi tempi aveva perso un po’ la testa.

Scoraggiata s’era fermata nell’androne del palazzo e senza accorgersene era scivolata fino a terra, ed era scoppiata in un pianto dirotto, come se tutto il dolore che aveva dentro avesse deciso d’uscire tutto insieme in un botto.

Francesco, il ragazzo del negozio d’animali stava proprio andando da lei, in quel momento per dirle del suo cagnolino, voleva farle una sorpresa, ma vedendola in quello stato rimase sbalordito, si chinò su di lei e le prestò il fazzoletto, e ascoltò tutti i suoi problemi in silenzio.

-Viola credo che la mia sorpresa cadi proprio a fagiolo in questo momento, ho deciso di adottare Ciuffo, sei contenta, va un po’ meglio adesso?- Viola sorrise a annuì, attraverso le lacrime, e in uno slancio di riconoscenza, gli gettò le braccia al collo, ma si ritirò subito rossa come un pomodoro.

-Il mio secondo regalo è questo: ho bisogno di un aiuto in negozio, mio padre non potrà più venire a darmi una mano, si sente molto stanco e ha deciso di ritirarsi, se per te va bene, potresti già cominciare domani, che ne dici?

-Dico che sei il mio salvatore, è fantastico così potrò stare vicino a Ciuffo e lo sai che mi piace lavorare con gli animali.-

-Chissà- pensò Viola,- forse c’è una ragione a tutto quello che mi è successo, devo avere più fiducia nel domani, la vita è un’avventura.

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