L’invidia non lo faceva dormire di notte, da alcune settimane, il vicino di casa aveva comprato un’automobile identica alla sua ma di una cilindrata maggiore, roba da rosicarsi il fegato. Passava il tempo a guardarla attraverso le persiane, per non farsi vedere, ne ammirava la curvatura, il colore, i cerchioni delle ruote che luccicavano al sole, quand’era parcheggiata davanti alla casa di fronte.

La moglie aveva cominciato a prenderlo in giro, e lui aveva cambiato tattica, s’inventava mille motivi per uscire di casa, poi da lontano l’ammirava come in adorazione, s’immaginava già alla sua guida, sicuro, con un motore rombante sotto di lui, si sentiva già in paradiso, fremeva al pensiero, si sentiva elettrizzato e così tornava a casa, felice, fischiettando, per poi ritornare a mangiucchiarsi le unghie, proprio come faceva da bambino quando era nervoso.

Ma ad un certo punto la moglie s’accorse che la cosa stava degenerando, trovava biglietti sparsi per la casa, riportavano piccoli pensieri, tenere frasi, d’amore per l’automobile, se la pena e la preoccupazione che tutto questo le aveva creato, non fossero stati così forti, di sicuro si sarebbe fatta una bella risata, mentre invece era confusa, non capiva il perché di queste manifestazioni.

L’invidia lo divorava e non sapeva più come fare per tenerla a bada, così si sfogava scrivendo quei biglietti, gli era sembrato una maniera innocua per controllarsi, se non che in una bella giornata di primavera, una folata di vento entrata in casa, birichina aveva spazzato tutto quello che trovava sul suo percorso, e dopo capriole e piroette l’aveva catapultata sul parabrezza della sua auto tanto amata, ed il proprietario che era sceso di casa e stava per salire sull’auto, s’era fermato incuriosito, e preso uno di quei foglietti in mano l’aveva letto, poi s’era girato verso di lui, ridendo a più non posso,  tanto da non accorgersi di un uomo che infuriato era arrivato alle sue spalle e lo stava apostrofando mentre la moglie gli urlava di non rendersi ancor più ridicolo.

Finirono poi per far la pace accomunati da quell’unico amore per quella strana automobile, mentre le mogli accomunate da quei due pazzi mariti se ne andarono al cinema da sole a festeggiare, la ritrovata serenità.

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