Non esiste il caso, né la coincidenza, noi camminiamo ogni giorno, verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre.

 

 

Michela era da poco tornata dal Venezuela, seduta al’aeroporto, aspettava trepidante la persona che doveva venire a prenderla; mentre attendeva, con la mente ritornò ad un giorno di tre anni prima, quando aveva saputo che sua madre non era ciò che diceva d’essere. Le aveva raccontato tra lacrime e sospiri, e mea culpa, una storia intricata fatta di rivendicazioni, e di vendette e poco di amore. Ricordava bene com’ era s’era sentita, come se l’avessero pugnalata, un dolore lancinante allo stomaco, che più non l’aveva lasciata, e quante le cure per farlo passare. Ma ancor più, quante chiese, documenti aveva visitato, e con quante persone aveva parlato, non s’era mai arresa, fino al giorno in cui, in uno sperduto paesino aveva trovato una persona che le raccontato un’altra storia, fatta di rinunce, di passioni, di amori travolgenti, e lei aveva pianto per quella madre e quel padre che non aveva potuto conoscere, aveva pianto per quell’ infanzia rubata. S’era ammalata per il dispiacere, aveva lasciato la sua famiglia ed era andata a vivere con quella vecchietta, che sentiva a lei più vicina di quanto lo erano stati loro prima.L’aveva curata con amore, ed un giorno le diede il regalo più bello che mai avesse ricevuto, le disse d’aver trovato una parente alla lontana in Italia, e le aveva dato un indirizzo, dicendole di tentare, perché era un contatto vecchio, che da tanto non sentiva, ma era tutto ciò che aveva per lei.Quanti baci e quante rassicurazioni, carezze, e raccomandazioni, e pianti, alla partenza, ma il suo cuore finalmente si sentiva leggero, e felice immensamente felice, solo l’idea, metteva ali ai suoi pensieri, che correvano più veloci di lei, ad immaginare ciò che in cuor suo, aveva sempre saputo. Non stava nella pelle, dal desiderio di vederla, lei la sua gemella, – sarà come me? – si chiedeva.-Avrà le foto dei nostri genitori, finalmente potrò vedere i loro volti! Che calore sentiva dentro di se, al pensiero, era così affamata di notizie, che forse sarebbe stata pronta a credere a chiunque, ben sapendo quanto crudele lo sarebbe stato. L’altoparlante gracchio un nome, Michela si risvegliò come da un sogno, era il suo, alzò il volto, e vide la sua immagine venirle incontro, non riuscì più a trattenersi, si ritrovarono abbracciate, mischiando le loro lacrime, non c’era bisogno di parole,  si erano trovate finalmente la due metà. Quella parte di se, che Michela aveva avvertito come un fantasma al suo fianco, inesistente, per tutti meno per lei, che per anni si era sentita inadeguata, come se sapesse che le mancava qualcosa. Quanto avevano da raccontarsi, ma avevano tutto il tempo del mondo, ormai Michela e Viola sono una famiglia e niente più può separarle.

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