La letteratura è stata accusata,

ed in tribunale è andata.

Le lettere sono state processate,

ditemi allora dove siete andate?

Abbiamo ascoltato soltanto una poesia,

che la mente ci ha portato via,

male – disse il giudice infuriato

e poi cosa avete fatto?-

volevamo entrare nel racconto,

per arrivare in fondo,

ma siamo state fermate,

da chiacchiere insensate,

racconti strani e personali,

non ci sembravano leali.

-Non basta ditemi altro!-

Disse il giudice dall’alto.

Siamo entrate in una fiaba,

è vero confessiamo,

ma noi l’amiamo,

non potevamo fare diversamente

eravamo incantate, volavamo con la mente,

su nuvole di panna colorate,

insieme alle fate,

eravamo felici, lo confessiamo

siamo colpevoli e lo ammettiamo.

-Sarete condannate perché troppo in basso siete andate!-

Le lettere sono eleganti e importanti,

per poesie e aulici racconti, avanti,

fatemi vedere che avete capito!-

La condanna se no sarà severa-

Non andrete più a Madera,

sognare è pericoloso,

perché sarebbe goloso,

che è un peccato, e va punito.

Ma io non sono severo e non ho finito:

vi lascio scrivere cosa vorrete,

ma soltanto poesie voglio sentire o vedrete!

Che farete allora delle vostre lettere,

dai fogli sono emigrate nell’etere,

dureranno pochi attimi di vita

e dimenticati come un soffio tra le dita.

Vi perdono però perché sono buono,

e non ditelo a nessuno,

ma anche io amo volare,

e con le fiabe sognare.

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