La foresta è vicina,

il bimbo l’ha intravista,

dalla fessura della baracca,

ed ora l’ha sognata,

mentre disteso attende,

crede d’esser su di una

barca in mezzo al fiume,

e gli par di sentire una melodia,

è sua madre che gli canta,

la ninna nanna,

ma sente dei rumori, e il

risveglio è brusco, i passi

si avvicinano, vorrebbe

scappare, ma non può,

perché la baracca è sprangata.

Uscirà lo sa, ma non sa

dove andrà, lo sa il suo amico

che non ha cuore di dirglielo,

ma lo prende per mano,

ed insieme vanno verso

il cielo, consumati dal

fuoco in una nuvola di fumo

si perderanno, nel cielo

cupo e grigio sopra

questo campo, che urla

il suo dolore,

ad una umanità sorda.

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