Ricordo ancora il primo giorno che vidi la luce, c’era un gran frastuono in quel posto, sentii che mi attaccavano a qualcosa, poi impacchettato arrivai in Paradiso, un luogo di luce, dove tutto brillava e una mano gentile m’accarezzava, poi mi adagiarono sul velluto e lì rimasi per un tempo indefinito, vedevo passare signore eleganti, avvolte nei loro profumi inebrianti, nuvole di cipria mi sfioravano ,voci profonde, ed anche cinguettii petulanti, e quanti segreti ascoltavo e fra me ridevo.

Poi venne il giorno fatidico, qualcuno mi scelse ed io diventai l’orgoglioso accessorio di una bellissima donna, leggera ed aggraziata, ogni suo passo era un piacere per me, ticchettavo sui marciapiedi, che era una meraviglia, musica per le mie orecchie, mi mettevo in mostra, in tutta la mia bellezza, gli strass luccicavano, e la gente si voltava per guardarmi!

Un intero mondo mi era stato rivelato, la testa mi girava, c’era così tanto da vedere! Tutti i pomeriggi tè con le signore in un’elegante cremeria, tutta specchi e lampadari lucenti, profumi di bignè e cioccolate, tra scarpe eleganti di tutte le marche le più prestigiose, che profumo meraviglioso di pelle che disegni fantasiosi ed eleganti.

Al mattino un piccolo aperitivo sempre con signori eleganti dalle scarpe di pelle profumata, di lusso, sicure di sè, quasi prepotenti. Ogni incontro era uno scontro, tentavano sempre di strusciarsi contro di me, come osavano!

-Io sono una Louis Vuitton- elegante, di tenera pelle colorata, leggera ed aggraziata, guardate che tacco, tutto ricoperto di strass! E’ tutta una storia.- Ripetevo indispettita.

Poi in un brutto giorno di pioggia, avvenne l’inevitabile! Un incidente terribile, d’auto, fui sbalzata fuori dall’auto, che paura provai!

-Aiuto, aiuto, salvatemi! Urlavo, ma nessuno mi sentiva, lo scontro violento mi aveva scaraventata dietro ad un cassonetto, mi stavo bagnando tutta, mi guardavo inorridita, tutta la pelle mi si gonfiava, -“cosa mi sta succedendo?”- Pensavo, mentre un’ambulanza se ne andava a sirene spiegate portando via la dolce signora.

Il giorno dopo per fortuna ritornò il sole, cominciai ad asciugarmi, in tutti i modi cercavo di tirarmi, per distendere la pelle, controllai anche gli strass e a malincuore avevo scoperto che qualcuno s’era staccato, e proprio quando ci stavo quasi per riuscire, ecco arrivare quel malefico cane.

-No, no, non qui, ti prego, va a marcare il tuo stupido territorio da un’altra parte, ma non addosso a me! Non vedi chi sono? Io sono una Louis Vuitton, vattene, via, subito! Gl’intimai, ma lui niente, imperterrito, me la fece tutta addosso.

Ero proprio triste, angosciata, non sapevo cosa fare, quando ad un tratto uno scroscio d’acqua incredibile mi piombò addosso e non so come entrai nel buco del marciapiede che portava alle fognature!

Chiusi gli occhi e non pensai più a niente, anzi pensai ai bei tempi di quando vivevo in quel negozio, pensavo alle luci, al calore, al chiacchiericcio delle persone che passavano di lì.

-Che ne sarà di me, adesso? Chi si ricorderà più di questa scarpa?-

Dopo qualche giorno tra i miasmi di quel luogo, mi ritrovai fuori alla luce del sole, che meraviglia sentire di nuovo quel calore, cominciai ad asciugarmi, ed ecco che qualcuno s’accorse di me.

Mi raccoglie e mi porta nella sua casa, sento che qualcosa mi manca e non capisco, poi sul tavolo vedo la scarpa ed io sono nelle sue mani, m’accarezza e mi ricopre d’argento, “che meraviglia” pensai, “forse mi sta aggiustando!”

Sento qualcosa d’appiccicoso sul davanti poi mi adagia dolcemente su di una parete che si muove, -Boh!- Mi dico, dove sarò adesso?

Alla mia estremità sento avvitare qualcosa, cerco di vederlo ma non riesco bene, poi il giorno dopo un bimbo viene e con un piccolo pennello disegna una rosa su quel pomello, – Si ho capito poi che quello che mi hanno avvitato era un pomello ed il bimbo che ha detto di chiamarsi Sergio, ha spiegato anche d’aver disegnato una rosa, per farlo più bello!-

Allora in quel momento capii cosa ero diventato, ed ero così felice, perché ero in una magnifica posizione, ero diventato una maniglia d’una porta, mi sentivo così importante! Prima guardavo tutti dal basso in alto, adesso guardo dall’alto in basso! Avevo nettamente migliorato la mia posizione, rispetto agli ultimi momenti!

-E la scarpetta che fine avrà fatto?- Mi chiedevo dispiaciuto.

Avrei voluto vederla, spiegarle, rincuorarla, ma non la vidi più per diverso tempo, poi un giorno venne una ragazza, e ai suoi piedi la vidi, la mia scarpetta, mi si riempirono gli occhi di lacrime nel vederla.

-Ehi, tu, guarda quassù, ti ricordi, Louis Vuitton?- A quel nome la scarpetta ebbe un guizzo e guardò in alto, -Oh che bello, sei diventato, invece io!- Disse con voce sgomenta.

-“E’ vero, era pallida, uno straccio, non era più quella bella scarpetta, ormai era il ricordo di se stessa”- pensavo e non avevo cuore di dirlo.

-Ma stai bene, ti trovo ancora in forma.- le dissi invece.

-Trovi?- Questa ragazza mi porta fuori tutte le sere a ballare, sono così stanca, credimi, vorrei tanto riposare, avrei anche bisogno di una lucidata, mi sento tutta raggrinzita.

-“Se continua così non durerà molto mia povera scarpetta, ti ricorderò, sempre, in quei giorni stupendi che abbiamo passato insieme!”- Pensai.

Da quel giorno più non la rividi, ma nei miei sogni io danzo ancora con lei, con la mia meravigliosa Louis Vuitton.

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