Storiella in agrodolce da prendere anche in metafora:

 

-Hei tu! Che hai da lamentarti! Sei proprio un vero tormento!

Mai contento! Mai soddisfatto! E mai possibile con tutto quello che ti mando?!

Dovresti ringraziarmi! Sentenzio l’Esofago.

-Non posso crederci! No, no, ho sentito male! Non può essere vero! Ma lei, dico lei,

si rende conto, quando parla, quello che dice? Inoltre, esigo un po’ più di rispetto!

Cos’è questo tu? Tutta questa confidenza? C’è una certa distanza fra di noi, non se

n’è accorto? Rispose piccato lo Stomaco.

-Ha perfettamente ragione. Intervenne con voce cavernosa il Fegato, continuando

-La penso proprio come lei, sa! Anche io non ce la faccio più, pensi , mi sono perfino

ingrossato, e…., niente, ai piani alti non se ne sono nemmeno accorti, s’immagini!

Eppur ho un certo peso qui!

-Parole sante! Intervenne con vocina sottile il pancreas.

-E’ inutile che Vi lamentiate tanto con me, tanto decidono tutto là sopra, che c’entro io?

Io eseguo solo gl’ordini, quindi! Rispose arrabbiato l’Esofago.

-Guardate! Guardate! Come si fa ad andare avanti così, qua ci saranno all’incirca due etti

di patatine fritte! Eh! Oh! Ma che schifo, questo’olio! Fritte nell’olio di palma, sicuramente!

Per non parlare di questa rancida poltiglia d’hamburger andato a male! Poi chinandosi, lo

Stomaco, rivolgendosi all’Intestino, continuò sussurrando per poi pian piano alzare il tono

della voce, sempre più seccato.

-Senta, Lei, laggiù, in basso, non può sveltire un po’ il suo movimento? Io qua se non mi

svuoto subito, mi avveleno! Non vede come stò gonfiando? Sono tutto un dolore.

-Calma, calma, non mi metta fretta, anche io ho i miei tempi. Si giustificò l’Intestino.

-Cos’è tutto questo trambusto? Voi sopra, sempre lì a lamentarVi e noi allora? Cosa dovremmo

dire, noi, sempre zitte ad accettare tutto in silenzio, mai una protesta! Sapete, anche noi

abbiamo la nostra dignità da difendere! Con tutte quelle schifezze che Vi filtriamo, dal nervoso

ci sono venuti perfino i calcoli! Urlarono isteriche le Reni.

-Ehm, ehm, qua urge una soluzione. Sentenzio lo Stomaco, con decisione.

La voce cavernosa del Fegato suggerì – Io avrei certe amicizie! Sapete, perfino le vene sono

venute a lamentarsi con me, per non parlare delle arterie! Hanno un diavolo per vaso!

La vocina del Pancreas chiese –Ma non bisognerebbe interpellare tutti? Sa….,anche quelli,

quelli dietro! Si proprio quelli!

-Ha, si, ho capito ch’intende! Ci penso io. Rispose lo Stomaco.

Toc, toc, bussò.

-Scusate non Vorrei disturbarVi, ma qui dobbiamo prendere una decisione, volevamo sentire

il Vostro parere! Come state?

-Male figliolo, molto male, ogni giorno di più, è come se fossimo invecchiati di vent’anni.

Tutto questo fumo, siamo completamente intasati. Proprio non capiamo cosa stanno combinando

là sopra, possibile che non si rendano conto che stiamo andando a rotoli? Si lamentarono i Polmoni. –Qualsiasi decisione prendiate, sappiate che Vi appoggeremo!

-Vi ringrazio Signori. Educatamente lo Stomaco si congedò.

-Allora, ragazzi, che ne dite, chiamiamo la nostra amica? Chiese lo Stomaco ai presenti.

-Come si chiama? Già…..ah,….si, forse ao?

-Credo che si chiami Aorta. Suggerì premurosamente il Pancreas, continuando

-Sa, Lei ha delle conoscenze importanti!

-Bene. Continuò lo Stomaco. – Possiamo consegnarle un messaggio da recapitare

al Cuore! Lui saprà sicuramente cosa fare.-

 

Scorre il tempo, un’ora, due……..- Oh mio Dio! Presto, presto prendi il telefono.

-Pronto, 118? Venite Subite, credo che mio fratello stia avendo un’ infarto!

Alla parola “ infarto “ Piero sebbene sofferente, aprì gli occhi  ed abbozzando un

pallido sorriso ed un filo di voce, chiese: -allora hai telefonato?-

Nel frattempo l’ambulanza si schiantava contro il semaforo

dell’incrocio nel tentativo d’evitare il classico gatto nero.

 

mara massaro

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