Fiaba di Natale

 «C’era una volta, un fiammifero senza il suo cappello, e tutti lo prendevano in giro..»

Il piccolo Davide guardava sognante la mamma che gli raccontava la fiaba, ma gli occhi gli erano diventati tanto pesanti e la mamma s’era fermata, perché il piccino s’era addormentato, e dopo avergli dato un bacio sulla fronte, spense la luce e uscì dalla stanza, silenziosamente, in punta di piedi.

«Presto, presto, scendi giù trottolino» pregò Giada la bambolina di pezza, «dobbiamo andare in cucina ad aiutare Fiammiferino,  poverino è tutto il giorno che piange!»

«Aspetta, non avere fretta, sono vecchio, lo sai che questa per me è già la terza generazione? Il mio legno è vecchio e comincia a crepare in alcuni punti, Matteo lo ha riparato, ma io mi sento tutto rabberciato; dimmi perché Fiammiferino oggi piangeva?»

«Ma come fai a non saperlo, gli hanno portato via la testa, è rotolata sotto il lavello e lui non la trova, poverino è penoso vederlo avanzare come un fantasma a tentoni, mentre la sua testa lontana lo chiama, dobbiamo aiutarlo.» affermò con vigore Giada.

Mano nella mano si avviarono verso la cucina, nel soggiorno, i genitori del piccolo guardavano la televisione e non si accorsero del loro furtivo passaggio,  dalla cucina, due occhi li stavano aspettando, e non prometteva niente di buono.

Era Narciso il topolino domestico che s’era innamorato di Giada la bambolina di pezza, e non perdeva occasione per dimostrarglielo: componeva versetti, poesie, e sonetti per lei, la tempestava ad ogni ora, tanto da farla scappare per non più ascoltare.

«Guarda Giada c’è il tuo spasimante» disse ridacchiando Trottolino, e nel mentre le diede anche una gomitata.

«E’ inutile che mi prendi in giro, tanto io quello lì non lo vedo nemmeno»

«Però ci può essere utile, Giada, se solo tu fossi un po’ gentile con lui, potrebbe aiutarci a trovare la testa, sai che a me il buio non piace e tu che sei di pezza rischi di bagnarti, là sotto.»

Narciso con occhi innamorati andò verso di loro «Giada che piacere, come mai da queste parti?»

«Siamo qui per Fiammiferino, lo sai che ha perso la testa, Trottolino pensa che sia sotto il lavello, puoi aiutarci a trovarla?»

«Senza indugio, mia cara, sarò il tuo cavalier servente»

Trottolino per poco non si piegò in due dal ridere, fece solo l’occhiolino a Giada che lo guardava a dir poco rabbiosa.

Narciso s’avvio col petto in fuori, si sentiva importante per la sua bella, s’infilò sotto il lavello e poi non si sentì più nulla.

«Narciso, hai trovato Fiammiferino? Va tutto bene?» Domandò Giada preoccupata.

Ma tutto taceva, si guardarono in faccia, sgomenti, – cosa mai era successo, possibile che fosse così scomparso?- Si chiedevano i due amici.

«Credo proprio che dovremo anche noi ad andare a vedere cosa è successo» sentenziò Giada, che non aveva nessun desiderio d’entrare in quel buco nero, e men che meno Trottolino.

S’infilarono con difficoltà, le pareti erano lisce e si scivolava.

«Non spingere Giada, gli occhiali mi son caduti, e qui c’è tanto buio»

«Eccoli, li ho trovati io, tieni, vuoi che passo io davanti?»

«No è giusto che vada io, sono il più vecchio.»

«Vedo della luce, laggiù in fondo, non senti anche delle voci?»

Arrivarono alla fine e senza accorgersene, caddero giù, un bel volo.

Trottolino cominciò a rotolare su se stesso e sembrava non riuscire più a fermarsi e la bambola di pezza era caduta con le gambe all’indietro e la testa sotto la gonna, come se stesse per fare una capriola.

Erano atterrati in uno spiazzo largo come uno stanzino, e con loro grande sorpresa al centro c’era un uccellino, così piccolo, ma così piccolo che sembrava appena nato.

«Guarda Giada, che bello, ma quello è un cardellino, sai quanti ne ho visti, quando il papà di Giacomo mi portava nella sua tasca, durante le lunghe passeggiate che amava fare nei boschi.»

«Guarda Trottolino c’è anche la testa di Fiammiferino, ma chi è che la sta usando e dov’è Narciso?»

«Posso rispondere io alle vostre domande» rispose una pallina grigia, che non avevano notato perché stava dietro al cardellino.

«Chi sei tu? E cosa fai qui » domandò incuriosito Trottolino.

«Sono Pallina, vivo qui da molto tempo, quando in un giorno di pioggia giocando mi hanno lanciata quaggiù e non mi hanno più ritrovata, ma in compenso qui mi sono fatta tanti amici, che vengono spesso a trovarmi.» spiegò con calma.

«Ah, capisco» disse Giada, mente s’avvicinava alla testa di Fiammiferino e sottovoce gli domandò «Fiammiferino come mai non ti trovi sul tuo corpo?»

«Ciao Giada sono contento di vederti, e che vi siete preoccupati per me, ma io sono venuto ad aiutare un mio amico, che s’era bruciato, mentre aiutava il cardellino che aveva bisogno di luce mentre pallina gli curava la zampetta ferita, ma adesso è guarito e potrà tornare a volare.»

Di rimando il cardellino si mise a cinguettare per far capire, che li ringraziava e che si sentiva pronto per andare.

«Ma avete visto per caso Narciso?» domandò Trottolino che non si spiegava la sua strana sparizione.

«Credo che abbia preso la conduttura sbagliata, quando ti vede perde la testa mia cara,»  disse ridendo pallina, che conosceva ormai tutta la storia, avendogliela raccontata Fiammiferino, in un momento di confidenza.

«Ormai sarà arrivato allo scarico, ci vorrà un po’ prima che ritorni» commentò Fiammiferino con un’alzata di sopracciglio.

Quando ad un tratto sulle loro teste si stagliò un’ombra ed un rauco richiamo risuonò nell’aria.

«Attenti, un falco, proteggete il cardellino» esclamò Pallina mentre lo spingeva verso l’imboccatura del condotto che li aveva portati in quel luogo.

«Ma da dove arriva quel mostro?» Chiese Giada spaventata.

«Non lo so, forse ha il nido qua sopra, l’ho visto già altre volte, ma temo che questa volta voglia cacciare il nostro cardellino, ha già tentato qualche giorno fa, senza riuscirsi, anche ieri, è mancato poco che lo prendesse, per quello abbiamo chiesto l’aiuto di Fiammiferino» spiegò Pallina, trafelata, per la fatica.

«Arrivoo, fate largoo» si sentì urlare, e come una  bomba apparve Narciso, sporco dalla testa ai piedi, puzzolente come non mai, proprio nell’attimo dell’atterraggio del falco, che pensava già di riuscire a mettere le sue zampe sul cardellino tremante.

Anche Pallina si lanciò avanti, offrendo il petto, per difendere l’amico, mentre Trottolino si buttò sul falco, per ostacolarlo, ma il vero e indiscusso combattente, come si tramandarono poi gli amici, fu Narciso, che osò perfino morderlo vicino al becco, facendolo battere in ritirata.

«Il falco da quel giorno non si è più fatto vedere, forse avrà pensato che non valeva la pena di rischiare così tanto per un cardellino» pensò Pallina.

Ma l’azione di Narciso non passò inosservata, e fu Fiammiferino, che si era congiunto finalmente con il suo corpo, ad aiutare Trottolino ad organizzare finalmente il matrimonio di Giada e Narcisio.

Ebbene, si, Giada colpita dal coraggio di Narcisio, ha deciso di accettare la sua corte, e dopo qualche settimana si sono sposati.

Proprio in quel piccolo locale dove avevano trovato il cardellino, che per l’occasione è venuto, per cantare al loro matrimonio.

Anche Fiammiferino ha trovato la sua anima gemella, peccato che sia di poche parole, è una scatolina piccola per mettere le caramelle, tutta decorata di rose d’oro con arabeschi di foglie, germogli, e vitigni che l’adornano su tutti i lati.

Ma ieri Scatolina gli ha promesso che gli farà una sorpresa per Natale, la riempirà di tanti piccoli Fiammiferini.

 

 

mara massaro

 

 

 

 

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